Menù
Skip to content

Arte Paleocristiana: tra Basiliche e Mosaici.

  • by

L’arte paleocristiana non sarebbe mai nata se non fosse stato per il famoso editto dell’imperatore Costantino nel 313. Si perché è solo grazie a questo fondamentale avvenimento che il cristianesimo divenne legale e non venne più perseguitato e che quindi si poté sviluppare lentamente l’arte paleocristiana. Quest’ultima ebbe il momento di massimo splendore tra il IV secolo e gli inizi del VI e nacque e si sviluppò nel periodo della Roma imperiale. Come nacquero le prime chiese? E le enormi basiliche? Beh ora lo vedremo. Pima di tutto consideriamo che inizialmente i primi seguaci del cristianesimo appartenevamo a ceti poveri o schiavi ma soprattutto al ceto medio romano. Gradualmente però anche le famiglie più ricche iniziarono ad abbracciare la fede cristiana e questo portò alle organizzazioni delle prime riunioni nelle case di queste famiglie agiate. Furono proprio queste cosi dette Domus Ecclesiae (case dell’assemblea, dal greco ecclesia, assemblea) le precursori di quelle che poi sarebbero diventate le chiese cristiane! Fu così che nacquero le chiese che poi man mano assunsero dimensioni sempre più grandi tali da divenire basiliche! C’è da dire anche che l‘architettura paleocristiana non portò nessuna innovazione ma anzi adattò a modelli preesistenti le esigenze e la simbologia della nuova religione. Le prime basiliche furono edificate a Roma, in Terra Santa e a Costantinopoli inizialmente sul modello delle basiliche civili. Costantino fondò le prime basiliche romane tra cui spiccano San Pietro in Vaticano ,San Giovanni Laterano e San Paolo fuori le mura ma in seguito fu il vescovo di Roma chiamato poi papa a commissionare la costruzione degli edifici di culto. La prima basilica commissionata da un papa fu Santa Maria Maggiore e fu fatta ricostruire e restaurare da Sisto III in quanto secondo la tradizione fu fatta erigere da papa Liberio

All’interno di chiese e basiliche brulicavano altre forme d’arte come la pittura e il mosaico le quali riproponevano e riadattavano alla nuova religione tecniche e temi già usati da pagani e altre religioni. Questo si può notare chiaramente nell’iconografia del banchetto usato tantissime volte nell’arte antica soprattutto in ambito funerario ma riproposto dagli artisti paleocristiani per rappresentare l’Ultima Cena e quindi simboleggiare l‘Eucarestia. Con l’aniconismo, che sarebbe il divieto di raffigurare Dio, si avvertì la necessità di creare una simbologia religiosa per alludere alla divinità. Venne per esempio utilizzato il sole che fu uno dei simboli più largamente utilizzati dalle civiltà antiche come per esempio quella egizia; altri importanti simboli cristiani furono l‘agnello simbolo del martirio di Cristo e il pesce il cui nome greco“ichthys”era acronimo di Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Anche immagini simbolo come il Buon Pastore o Cristo orante simbolo di sapienza furono riadattate in chiave cristiana da iconografie concettuali precedenti soprattutto pagane. L’immagine del pastore che guida i fedeli, per esempio, è tratta da raffigurazioni pastorali o da Ermes pastore, mentre il Cristo saggio e filosofo deriva dalla figura del filosofo Epitteto seduto. Col passare del tempo gli artisti tendono a creare mosaici sempre più stilizzati con figure appiattite e quasi sempre frontali e una quasi totale perdita della realtà oggettiva per concentrarsi sul valore simbolico e spirituale delle scene che compongono . Basti pensare alla rappresentazione di Cristo in alcuni mosaici(come in quelli nella basilica di Aquileia) dove viene rappresentato come un gallo che simboleggia la luce del mattino in quanto come si sa il gallo canta all’alba.  Molto frequenti infatti sono anche i mosaici in cui si vede una lotta tra il gallo e la tartaruga che a prima vista può sembrare una cosa senza senso ma che invece voleva rappresentare l’eterna lotta tra Bene e male in quanto il gallo rappresentava Cristo mentre la tartaruga era associata al male, ma perché? Beh sembra strano ma è l’etimologia del nome a relegare la povera tartaruga come abitante del tartaro “tartarukos” e quindi schierata con le forze del male. Solo inizialmente Cristo  viene rappresentato con simboli come sole, buon pastore agnello ecc. in quanto vi era il divieto di raffigurazione del divino. Molto frequente anche il Cristo-Orfeo che scende nel limbo come il mitico personaggio greco Orfeo scende nell’oltretomba. Le cose cambiarono dopo il primo Concilio di Nicea nel 325 d.C. in quanto si riconobbe la doppia natura di Cristo sia divina che terrena e quindi avendo avuto tratti umani poteva essere rappresentato con tali. fattezze. Inizialmente Cristo veniva rappresentato senza barba come testimoniano gli affreschi delle catacombe di Domitilla e il mosaico della chiesa di Santa Costanza a Roma. Il Cristo che è entrato nel nostro immaginario comune ovvero il Cristo con la barba, deriva dalla tradizione siriaca relativa alla figura del filosofo cinico. Più avanti si arrivò addirittura a raffigurare Cristo con le insegne regali dell’imperatore tanto che l’identificazione tra impero e chiesa cattolica romana divenne sempre più vicina infatti dal V secolo in poi la cristianità veniva associata al mondo civilizzato contrapposta al mondo barbaro e pagano. 

PALEOCRISTIANA
Cristo con la barba, simbolo dell’arte paleocristiana

La scultura cristiana si sviluppò solo dopo che i ceti più agiati si convertirono gradualmente al cristianesimo ma anche qui gli artisti presero da modello il simbolismo funerario pagano. La maggior parte dei sarcofagi paleocristiani a noi noti sono del IV secolo e uno dei simboli più frequenti scolpiti in essi era il pavone da sempre considerato simbolo di immortalità, rinascita spirituale e quindi resurrezione. Questa convinzione era dovuta al fatto che il pavone perde le penne in autunno per poi ricrescergli in primavera ma anche i suoi innumerevoli “occhi” venivano associati all’onniscienza di Dio senza contare che le sue carni erano considerate incorruttibili. Tra i sarcofagi più importanti da ricordare figurano: i Sarcofagi di Elena e Costantina (madre e figlia di Costantino I), il Sarcofago di Santa Maria Antiqua, il Sarcofago di Stilicone, il Sarcofago del Buon Pastore, il Sarcofago con i miracoli di Cristo, il Sarcofago di Giunio Basso e i Sarcofagi della Passione.

La porta lignea di Santa Sabina è un altro esempio di arte paleocristiana miracolosamente giunta ai nostri giorni considerando il fatto che si tratta di legno di cipresso anche se ovviamente è stata più volte restaurata. Vi sono scolpite scene dell’Antico e Nuovo Testamento e a giudicare dai diversi stili pare vi abbiano lavorato due artisti diversi uno di ispirazione classico-ellenistica l’altro  popolare tardo-antica.

I centri artistici si spostarono a causa della nascita dell’impero romano d’oriente a cui urgeva una capitale che fu voluta dall’imperatore Costantino e fu chiamata Nuova Roma meglio conosciuta  col nome popolare di Costantinopoli, la quale fu fondata dalle rovine dell’antica città di Bisanzio; in seguito anche le nuove capitali dell’impero d’occidente che furono prima Mediolanum(Milano) e in seguito Ravenna furono  centri artistici di riferimento.

Quando Milano fu capitale dell’impero dal 286 al 402 furono edificate parecchie basiliche in onore nei nuovi idoli da adorare. ovvero i santi cristiani. In particolare nell’attuale piazza del Duomo furono edificate due basiliche paleocristiane che sarebbero la basilica vetus e la basilica nova che in seguito furono soppiantate del famoso Duomo di Milano. Importanti furono anche la basilica di San Lorenzo e la basilica di Sant’Ambrogio. In effetti fu proprio il vescovo Ambrogio  che diede il via ad una serie di costruzioni di basiliche tra le quali le più importanti furono la basilica per i profeti dedicata poi a San Dionigi, la basilica per gli apostoli che diventò la basilica di San Nazaro, quella per i martiri che venne dedicata a San Ambrogio e una per le vergini che divenne poi San Simpliciano. 

Ravenna invece fu capitale dal 402 per oltre settant’anni e sviluppò un arte vivace influenzata sia dal mondo romano che da quello bizantino infatti tutt’oggi Ravenna è assai famosa per i suoi mosaici che sono tra i meglio conservati d’Europa e che ravvivano e decorano le già splendide basiliche. L’epoca di Galla Placidia fu importante per l’arte ravennate in quanto diede un forte impulso edilizio anche se di quel periodo rimangono solo la chiesa di San Giovanni Evangelista e il noto mausoleo di Galla Placidia che fu imperatrice romana.

CONCLUSIONI

L’arte paleocristiana fu un arte ovviamente influenzata dalla nuova religione cristiana e da un sempre più vasto numero di fedeli di ceto agiato che commissionavano opere come sarcofagi funerari o mosaici e che fu oltretutto caratterizzata da un forte simbolismo e da un marcato appiattimento delle figure che poi in seguito verrà ripreso e reinventato dall’arte bizantina…ma questa è un altra storia. 

Views: 11

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com