Arte Carolingia: Rinascita e Architetture Sacre!

L’arte carolingia viene chiamata in questo modo in onore di Carlo Martello padre di Pipino il Breve, primo re di Francia che a sua volta  sarà poi padre di Carlo Magno il quale diverrà primo imperatore dell’impero carolingio, cioè il primo imperatore d’occidente dalla caduta di Roma. L’arte carolingia è collocata generalmente tra il declino dell’arte tardoantica e il Romanico cioè entro l’Alto Medioevo. La nascita e lo sviluppo dell’arte carolingia è legata alla nascita dell’impero carolingio che fu permeato di una forte componente religiosa tanto che poi verrà appunto chiamato Sacro Romano Impero. Oltre la religione un forte stimolo verso una nuova arte la diede la parole “renovatio” che significa rinascita e che già all’epoca fu usata per cercare una coesione e patrimonio culturale comune in un impero formato da popoli molti diversi fra loro.  

La religione non fu il solo elemento che plasmò l’arte carolingia anche se fu indubbiamente molto importante ma ci fu anche una riscoperta della classicità romana e una necessità di abbandonare l‘arte barbarica che era caratterizzata da un forte astrattismo e quindi non era adatta ad esigenze di educazione e propaganda. L’impero carolingio ebbe due importanti alleati: la chiesa cattolica e l’ordine benedettino il quale promosse la costruzione di numerose abbazie. Un carattere distintivo dell’arte carolingia ma che comunque fu comune a tutto il Medioevo fu il reimpiego di materiali dell’epoca tardo romana e paleocristiana. L’epoca dell’imperatore Carlo Magno fu la più florida dal punto di vista edilizio e architettonico testimoniata dalla costruzione di ben 75 palazzi ,7 cattedrali  e ben 232 monasteri in 46 anni di regno un impresa che ha dell’incredibile! Tutta questa irrefrenabile voglia di costruire  era spiegata da due fattori: il primo di carattere pratico in quanto erano necessari edifici per amministrare l’impero e il secondo per sfoggiare magnificenza imperiale ai sudditi.

Una delle novità introdotte dall’arte carolingia fu il “westwerk” letteralmente corpo occidentale il quale era un edificio a più piani collocato davanti all’ingresso della chiesa. Un esempio integro di questa inovazione lo si può ammirare nell’Abbazia di Corvey in Renania Settentrionale. Il westwerk  aveva un atrio coperto da volte dal quale si poteva accedere alle navate delle chiesa e nei due piani superiori poteva trovarsi al centro una grande sala che era a sua volta circondata da gallerie; nella grande sala era collocato il trono dell’imperatore e di solito si svolgevano liturgie e cerimonie.

Ovviamente l’architettura religiosa la faceva da padrone in tutta la storia dell‘impero carolingio e soprattutto durante l’epoca di Carlo Magno che si servì di chiese, abbazie e cattedrali anche per sancire la cristianizzazione  dell’impero nonché per unificare e rafforzare il suo potere, anche se c’è da aggiungere che la costruzione di monasteri e abbazie avvenne sulla base dei modelli romani che vennero ripresi e aggiornati.

Purtroppo la pittura di alto livello del periodo carolingio è andata persa infatti sono giunti a noi pochissimi esempi che vista la loro rarità rivestono una grande importanza. Tra queste pitture superstiti bisogna ricordare gli affreschi della cripta di Saint Germain d’Auxerre in Francia, la cui datazione è stata collocata tra l’ 847 e l’857 ma riscoperti solo nel 1927. In questi affreschi si possono notare decorazioni architettoniche, riprese probabilmente delle finte architetture del periodo romano ,e scene di Santi.  Altri cicli di affreschi da ricordare sono quelli della chiesa di San Benedetto a Malles che consistono in due ritratti stilizzati dei fondatori della chiesa mentre nella chiesa di San Procolo a Naturno sopravvivono alcuni affreschi del IX secolo caratterizzati da un linearismo bidimensionale. Vi sarebbe un altro ciclo di affreschi ritrovato nella chiesa di santa Maria foris portas a Castelseprio ma gli storici dell’arte non sono sicuri di attribuirli al periodo carolingio. 

Al contrario degli scarsi reperti della pittura murale tante sono le miniature carolingie pervenuta a noi. I libri infatti rivestivano un importanza fondamentale per l’impero in quanto erano il veicolo per divulgare le leggi scritte e recuperare il sapere antico. Gli imperatori stessi erano grandi committenti di opere librarie e forse per questo che se ne sono conservate tante fino ai nostri giorni. La prima fase che vide la presenza di miniature su manoscritti fu quella del monastero di Corbie a Nord di Parigi dove si nota un buon equilibrio tra immagine e testo. La seconda fase invece fu quella avviata dalla committenza di Ludovico il Pio figlio di Carlo Magno, nel quale si cercò di recuperare e riprodurre gli stili antichi. Ci fu anche una terza fase rappresentata da un gruppo di codici di dubbia provenienza forse da Reims in cui si nota una vitalità espressiva molto innovativa.  

La scultura carolingia si espresse in varie forme tra cui il bronzo con il quale venivano spesso create statue equestri e altri soggetti. Le arti suntuarie cioè la lavorazione di metalli preziosi ebbe un grande impulso che fu causato dal successo delle campagne militari in cui si accumulavano ingenti tesori che poi spesso venivano elargiti a basiliche, cattedrali ed abbazie. Uno dei materiali più preziosi era l’avorio che veniva lavorato con grande maestria sia per creare polittici sia per creare placche da applicare a libri o altri oggetti. Nel periodo carolingio rifiorì l’arte della glittica e in particolare  la lavorazione del cristallo di rocca che sarebbe una varietà completamente incolore di quarzo. Gli artisti carolingi raggiunsero livelli altissimi nella lavorazione di questa particolare pietra preziosa che fu accantonata con la caduta dell’impero romano d’occidente. Anche il campo dell‘oreficeria sfornò capolavori come l’altare di Sant’Ambrogio conservato perfettamente nella basilica di Milano.

CONCLUSIONI

L’arte carolingia fu sicuramente permeata di una forte religiosità un pò come l’arte paleocristiana e quella bizantina ma si distinse da quest’ultime soprattutto nel campo dell’architettura con la realizzazione di innumerevoli abbazie, monasteri e cattedrali le quali erano a loro volta decorate da pitture murali a tema religioso che purtroppo sono andate perdute in maggioranza. In tutto il periodo carolingio si cercò il recupero della classicità romana e una rinascita artistica, culturale e morale intrisa di cristianesimo che aveva il compito di contrapporsi sia all’arte che alla società barbarica  che furono abilmente inglobate nel glorioso impero carolingio. 

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