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Arte Bizantina: Misticismo e Spiritualità!

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L’arte bizantina si è sviluppata nel corso di circa un millennio, tra il V e il XV secolo, dapprima durante l’impero romano ed in seguito in quello bizantino che tecnicamente sarebbe sempre impero romano anche se impero d’Oriente! L’arte bizantina fu estremamente innovativa per l’epoca ,e se vogliamo, possiamo osare definirla in certo senso quasi moderna in quanto fu un arte che trattò la figura umana in modo del tutto originale tanto che le figure bizantine sono facilmente riconoscibili anche da chi non è estremamente esperto d’arte. La stilizzazione della figura umana vista sempre frontalmente, l’appiattimento dei volumi, l’anti plasticità, il disinteresse per il naturalismo, avevano lo scopo di portare le figura umana ad un livello più alto quasi soprannaturale cercando di avvicinarsi al piano divino. Tutta l’arte bizantina è concentrata infatti su temi religiosi e spirituali nonostante abbia avuto espressioni stilistiche molto diverse tra loro durante la sua lunga vita. L’arte bizantina ha rappresentato in pieno il pensiero del suo tempo che era influenzato profondamente dal neoplatonismo e tra le sue tante caratteristiche l’assenza di un piano spaziale mirava a proiettare l’uomo su un piano mistico, spirituale e quasi divino.

La lunga storia dell’arte bizantina si può suddividere come segue:

  • Periodo paleo bizantino  dalla fondazione di Costantinopoli al VI secolo; 
  • Periodo detto “prima età dell’oro” in cui l’espressione artistica raggiunge alti livelli;
  • Periodo di involuzione che parte dal VI secolo fino alla lotta iconoclastica(726-843);
  • Periodo della Rinascenza Macedone(dal IX al XI secolo) dove si recupera in parte l’espressività dell’arte ellenistica;
  • Periodo di comneno(XII secolo) che sforna un arte lineare, elegante, raffinata chiamato anche “seconda età dell’oro”;
  • L’ultimo periodo è detto dell’arte paleologa dove si recupera ancora l’arte ellenistica fino alla caduta della capitale nel 1453;

L’arte bizantina fu ovviamente influenzata dalla precedente arte paleocristiana ma se ne distaccò  soprattutto per una maggiore monumentalità delle figure che perdono volume e si appiattiscono divenendo totalmente bidimensionali. Man mano che l’arte bizantina si sviluppa si delineano i suoi elementi caratteristici che la renderanno facilmente riconoscibile. Come abbiamo appena accennato uno di questi elementi peculiari è la bidimensionalità e le figure piatte ma anche l’assoluta frontalità dei personaggi, la ripetitività dei gesti ,l’isocefalia che consiste nel raffigurare tutti i personaggi alla stessa altezza, la fissità degli sguardi e ieraticità delle espressioni, la preziosità degli abiti sempre finemente decorati, la quasi monocromia degli sfondi che venivano trattati quasi sempre con un accecante oro, le figure che mancano di un piano d’appoggio tanto che paiono fluttuare nello spazio e per finire gli elementi vegetali venivano sempre usati solo a scopo ornamentale o riempitivo. Quasi dimenticavo c’è un altro importante elemento peculiare dell’arte bizantina ovvero la quasi perenne presenza di aureole che donavano alla scena un ulteriore elemento soprannaturale e spirituale.

L’arte del mosaico fu largamente usata durante il periodo bizantino e come è  naturale i luoghi d’elezione in cui venivano create le opere musive furono i luoghi di culto come chiese e basiliche in cui venivano rappresentati scene del Antico e Nuovo Testamento. Un elemento che caratterizza i mosaici bizantini è la grande vivacità cromatica delle figure che si perdono in uno spazio ultraterreno e paiono ancora più immateriali e spirituali aiutate anche dalla grande capacità di riflessione della luce da parte delle tessere vitree che compongono i mosaici. Nel XVI secolo l’arte del mosaico bizantino si evolse verso colori ancora più brillanti ma con atteggiamenti più umani e delicati.

Anche in pittura l’arte bizantina segue gli stessi schemi narrativi e compositivi nonché gli stessi temi religiosi che si possono osservare nei vari affreschi sparsi nelle chiese e basiliche non solo dell’impero bizantino ma anche in alcuni paesi slavi.

Un altro tassello molto importante per comprendere l’arte bizantina lo occupa l’icona, chi non ha mai sentito parlare delle icone bizantine? Queste rappresentavano com’è ovvio immagini sacre di Gesù, della Vergine dei santi delle Dodici feste della cristianità Ortodossa e venivano realizzate con varie tecniche quali tempera, encausto o mosaico e su diversi supporti come tavole di legno o sul muro. Queste immagine sacre hanno avuto un profondo significato religioso nel mondo bizantino e lo hanno ancora ai giorni nostri nel mondo ortodosso. Secondo molti storici le icone bizantine furono da ispirazione per le grandi pale d’altare e polittici propri della pittura sacra occidentale soprattutto italiana infatti molti considerano le icone bizantine precursori di queste grandi opere sacre presenti in parecchie chiese e basiliche del mondo occidentale. Non si possono non ricordare le caratteristiche e pregevoli miniature dei manoscritti anch’esse assai famose. Le miniature più antiche hanno tendenze orientali ed ellenistiche mentre quelle più recenti presentano caratteristiche più popolari ed ornamentali. I manoscritti contenenti icone più diffusi sono i salteri, gli omeliari gli ottateuchi, gli evangeliari e i menologi. 

vergine col bambino
Esempio di icona bizantina

 

La scultura nell’arte bizantina non ebbe un ruolo centrale come mosaico e pittura anche se non mancarono le sculture decorative architettoniche mentre le statue a tutto tondo erano molto rare o magari può anche essere che siano giunte a noi in pochissimi esemplari rispetto a quelle scolpite dagli artisti del tempo. Molti storici hanno avanzato l’ipotesi che la penuria di statue a tutto tondo nell’arte bizantina fu dovuta ad una certa diffidenza e repulsione nel rappresentare il sacro a tre dimensioni come invece era uso nelle cultura e religione pagana. Grande importanza invece era posta nelle arti suntuarie ovvero la lavorazione di metalli preziosi e pietre preziose ma anche avorio e cristalli dove si raggiunsero elevati livelli qualitativi. In Italia, nella città di Ravenna, è conservato l’esempio più alto di lavorazione dell’avorio del periodo bizantino; l’opera è la cattedra vescovile di Massimiano risalente al VI secolo ed è considerata una delle vetta più alte della scultura bizantina.

CONCLUSIONI

L’arte bizantina nasce durante l’impero romano ed in realtà si potrebbe tranquillamente definire arte dell’impero romano d’oriente ma nel corso della sua lunga e fortunata storia, ha saputo creare un linguaggio nuovo ed originale, che se pure influenzato dalla precedente arte paleocristiana, ha saputo distinguersi da essa grazie a proprie  peculiarità che si sono sviluppate soprattutto a causa di una forte spinta religiosa e spirituale. L’intento primario di tutta l’arte bizantina fu quello di proiettare l’uomo in una dimensione trascendente e spirituale e per far questo ha dovuto abbandonare il classicismo greco ellenistico e tutto il mondo naturale e razionale; se le si osservano attentamente in realtà le figure bizantine non rappresentano affatto persone in carne e ossa ma piuttosto cercano  di evocare lo spirito e l’anima di esse e per far ciò non erano più necessari volumi, prospettive o esatte proporzioni ma semplicemente una nuova ricerca stilistica e ornamentale che donasse una sorta di immortalità a questi personaggi bidimensionali che ancora fluttuano in un realtà perpetua senza tempo e senza spazio. 

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