Arte Egizia: la ricerca dell’eternità!

Parlare dell’arte egizia e di questa grandiosa e antica civiltà, così affascinante e misteriosa, non è semplice tanto meno riassumere la sua storia in un solo articolo. Credo che nemmeno cento articoli basterebbero per rendere l’idea della complessità e grandezza dell’antico Egitto! Nessuno in realtà conosce l’origine del popolo egizio e della sua civiltà estremamente avanzata per l’epoca in cui si è sviluppata. Alcuni propongono la suggestiva ipotesi che gli antichi egizi altri non fossero che i discendenti della mitica Atlantide i cui superstiti si insediarono in Egitto dando il via a questa straordinaria civiltà. Certo non vi sono prove a suffragare questa affascinante ipotesi  però dal momento che nessuno( neppure gli egittologi) sa come è stata fondata la civiltà egizia anche la pur remota ipotesi, che gli atlantidei abbiano fondato l’antico Egitto, rimane in piedi. Iniziamo però a parlare di cose che si sanno con certezza ovvero che l’arte egizia si può senza dubbio suddividere in due grandi periodi: l’arte predinastica o preistorica e l’arte dinastica. Ovviamente la prima cosa che si pensa  quando si parla di arte egizia sono le Piramidi e la Grande Sfinge, ma anche i geroglifici e i maestosi templi, in pochi però pensano che l’arte egizia non sia stata sempre così magnificente e grandiosa. Se analizziamo i reperti dell’arte predinastica che inizia nel XI millennio a.C. fino al 3150 a.C. notiamo che l’arte egizia non si discosta di tanto dall’arte rupestre europea,in quanto vi è una prevalenza di incisioni rupestri di animali selvaggi, scene di caccia, di pastorizia e di vita quotidiana. La grande innovazione rispetto all’arte rupestre europea fu l’invenzione dei primi rudimentali strumenti musicali come bacchette,tavolette, e sonagli che venivano probabilmente usati in rituali totemici. In questo periodo preistorico in Egitto inizia a svilupparsi una caratteristica che in seguito renderà famosa tutta la civiltà egizia, ovvero la venerazione verso i defunti che poi molto più avanti sfocerà nell’arte della mummificazione. Già in questo periodo infatti vi è una particolare attenzione verso le onoranze funebri in quanto vengono rinvenute parecchie necropoli lungo le sponde del Nilo con sepolture ancora abbastanza semplici,ma che contenevano oltre ai resti dei defunti, anche dei corredi di vasi,armi.monili e statuine di avorio e pietra. Nonostante non siano giunti sino ai nostri tempi tanti reperti artistici e architettonici del periodo predinastico,si può comunque notare un notevole influsso delle civiltà mesopotamiche sull’ arte di questo periodo arcaico. I principali reperti ritrovati del periodo predinastico sono vasi, tavolette e statuine prevalentemente realizzate in argilla, terracotta, nonché avorio anche se i primi vasi e statue erano realizzati con l’ausilio della fertile terra del Nilo, oltre  che della pietra. Inizialmente i vasi vengono decorati con semplici figure di uomini e animali a lavoro mentre in seguito si diffondo i famosi vasi a “bocca nera” o di Naquada dal luogo del loro ritrovamento. Questi vasi spiccano per il loro colore rosso acceso e per l’orlo superiore di colore nero da cui prendono il nome. Il reperto più importante di questo periodo è senza dubbio la tavoletta Narmer che rappresenta il punto di passaggio tra periodo predinastico e dinastico grazie alle sue peculiarità artistiche nonché culturali. In questa tavoletta, conservata oggi al Museo Egizio del Cairo, sono presenti alcuni tra i più antichi geroglifici mai ritrovati finora. Altre tavolette importanti ritrovate in questo periodo sono la Tavolozza della Caccia, la Tavolozza degli Struzzi, la Tavolozza degli Avvoltoi, la Tavolozza dei Tori, la Tavolozza della Battaglia e la Tavolozza del Tributo Libico.

Bene ora che abbiamo fatto il punto sulla storia generale dell’arte predinastica passiamo ad occuparci del periodo più importante dell’arte egizia ovvero quello dinastico che a sua volta si può dividere in ben otto periodi storici come segue:

Tavoletta di Narmer
  • Periodo Protodinastico o Tinita (3150-2700 a.C.) che vede la nascita delle prime due dinastie faraoniche;
  • Antico Regno(2700-2160 a.C.) dalla III alla VI dinastia;
  • Primo Periodo Intermedio(2160-2055 a.C.) dalla VII alla X dinastia;
  • Medio Regno(2055-1790 a.C.) dalla XI alla XII dinastia;
  • Secondo Periodo Intermedio(1790-1540 a.C.) dalla XIII alla XVII dinastia;
  • Nuovo Regno(1540-1080 a.C.) dalla XVIII alla XX dinastia;
  • Terzo Periodo Intermedio(1080-672 a.C.) dalla XXI alla XXV dinastia;
  • Periodo Tardo(672-343 a.C.) dalla XXVI alla XXXI dinastia     

Dal Periodo Protodinastico(o Tinita) all’Antico Regno  

Il Periodo Protodinastico è molto importante per la storia dell’antico Egitto in quanto nasce la prima capitale dell’Egitto unificato ovvero Thinis (che da il nome al periodo storico) nascono le prime forme di scrittura geroglifica nonché i primi centri di potere che poi promuoveranno le prime grandi opere pubbliche. Purtroppo in questo periodo non abbiamo tante testimonianze artistiche e archeologiche a parte delle particolari forme di sepolture chiamate mastabe, che poi si evolveranno nelle colossali piramidi!

Nell”Antico Regno nascono e si sviluppano tutti i concetti fondamentali della civiltà egizia come la regalità divina del Faraone che diviene un Dio in terra (figlio di Ra) si consolida la gerarchia della casta sacerdotale, si evolve la scrittura geroglifica nonché la cosmogonia divina che si  amplia e diversifica con le varie divinità che poi continueranno ad evolversi durante il corso della storia egiziana. In questo importante periodo vi è un notevole perfezionamento della tecnica di mummificazione e una grande attenzione verso la commemorazione dei defunti tramite grandi opere architettoniche come la piramidi, tra le quali la più antica fu quella a gradoni del Faraone Djoser( o Zoser) progettata dall’architetto Imhotep, sita nella necopoli di Saqquara.

Piramide a gradoni di Djoser,Saqquara

Se Djoser aveva preso spunto dagli ziggurat mesopotamici per la sua piramide a gradoni, non si può certo dire lo stesso per le grandi piramidi della Piana di Giza tra le quali spicca senza dubbio la Grande Piramide di Cheope che con i suoi 139 metri è la piramide più alta del mondo nonché la più famosa. Vi è una notevole differenza tra le prime piramidi a gradoni e quelle della piana di Giza sia per dimensioni che per tecnica costruttiva. La sbalorditiva perfezione delle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino hanno fatto ipotizzare a parecchie persone, anche a  studiosi fuori dal coro, che quelle antiche costruzioni siano in realtà molto più vecchie della loro datazione ufficiale  e che non siano state costruite dagli antichi egizi, ma da civiltà provenienti da altri pianeti, i cosiddetti antichi astronauti. Quest’ultimi avrebbero dato un notevole impulso al progresso di tutta la civiltà egizia e si sarebbero incrociati con le famiglie reali dei Faraoni dando vita a probabili Faraoni ibridi umani extraterrestri. Non so se tutto questo possa essere vero o no, ma certo vedendo la perfezione della Grande Piramide, qualche dubbio in proposito potrebbe venire anche a esperti egittologi che non si sanno spiegare in modo convincente l’origine di questa civiltà.  

La Sfinge e la Piramide di Cheope sullo sfondo,Giza

Nell’Antico Regno si sviluppano anche i primi templi solari dedicati ad Amon Ra(ovvero il dio sole) che con la sua luce e il suo calore ha permesso la vita sul pianeta. In questo periodo sono state rinvenute una grande quantità di opere scultoree che di solito avevano la funzione di commemorare i defunti. In un primo tempo le sculture egizie erano sempre scolpite statiche e con volto frontale poi in seguito si sono evolute con una maggiore attenzione al modellato dei volti e con qualche tentativo di apparire meno statiche. Col tempo si sono creati dei veri e propri canoni di proporzione che si sono evoluti a partire dal naturalismo iniziale per poi sfociare in un idealismo della forme eleganti e sempre perfettamente proporzionate. Queste sculture sono scolpite con i materiali più disparati come osso. avorio, legno duro, pietra dura, granito e anche oro. Per quanto concerne la pittura nell’Antico Regno i colori venivano ricavati da elementi naturali come il ferro, il carbonio, la malachite l’ocra, dai sali di rame mentre dalla calce e dal gesso veniva prodotto il bianco fondamentale per schiarire le tinte. In quel tempo i pittori lavoravano in gruppo seguiti da un maestro che di solito rifiniva le opere e le figure più importanti dei dipinti.

Dal Primo Periodo Intermedio al Medio Regno  

La fine dell’Antico Regno è dovuta principalmente a vari sconvolgimenti sociali che portarono allo sgretolamento progressivo del potere centrale infatti con la fine della XI dinastia salgono al potere i cosiddetti nomarchi ovvero dei governatori provinciali. L’Egitto in quel periodo era diviso in 42 province ognuna delle quali era appunto governata da un nomarca. Questo segna anche la perdita di importanza della capitale Menfi che fu rimpiazzata da Tebe e Eracleopoli. L’arte di questo periodo intermedio ricalca lo stile dell’antico Regno ma rivisitata in modo più libero e naturale. Famosi i corredi funerari come le statuine chiamate ushabti che in egiziano significava “quelli che rispondono” e avevano l’importante compito di servire il defunto all’aldilà. Il Faraone Mentuhotep II ,sovrano della XI dinastia, viene considerato dagli storici il fondatore del Medio Regno  in virtù del fatto che riuscì a riunificare il regno mentre il Faraone Amenemhat I (della XII dinastia) sposta la capitale nei pressi dell’oasi del Fayyum. Nel Medio Regno si ha una decisa evoluzione dei templi funerari che divengono dei veri e propri palazzi che preparano il defunto alla vita ultraterrena e che testimoniano la ferrea volontà di questa civiltà di raggiungere in tutti i modi l’eternità! I templi funerari infatti si arricchiscono di cortili porticati, sale colonnate, cappelle e  chioschi per le processioni che dovevano preparare i vari faraoni defunti alla vita eterna nell’aldilà. Questi templi avevano anche dei grandi viali protetti da sfingi e grandi obelischi. In questo periodo si nota una inspiegabile riduzione delle dimensioni delle piramidi  mentre a Tebe fu fondato il famoso tempio di Karnak. Una grande novità  del Medio Regno fu la supremazia della pittura che sostituì in parte le arti scultoree forse per la maggior facilità di utilizzo e per la maggior immediatezza. Proprio in questo periodo inizia la tendenza a dipingere i sarcofagi delle mummie con decorazioni semplici ed essenziali, ma sempre molto eleganti. L’arte della scultura si differenzia in base alle diverse dinastie infatti si notano sostanziali differenze tra la XI e la XII dinastia. Mentre nella prima le statue hanno un modellato assai massiccio e muscoloso che doveva rappresentare la forza del Faraone, nella seconda abbiamo delle statue con volti più sereni e pacati che simboleggiavano la divinità del Faraone che faceva da intermediario tra il mondo divino e quello terreno.

Dal Secondo Periodo Intermedio al Nuovo Regno

Il Secondo Periodo Intermedio si caratterizza per la coesistenza di due dinastie, la XIII e la XIV dinastia che porta a un generale indebolimento del potere centrale. Questo permette l’invasione degli Hyksos, un gruppo di gente con probabile provenienza semita, i quali fondano la loro capitale, ovvero Avaris, e danno il via alla XV e XVI dinastia assimilando completamente la cultura egizia.  In questo periodo non si hanno testimonianze di particolari ed innovative forme artistiche da parte degli Hyksos che assorbirono tutte le forme culturali egizie arte compresa. Un grande merito degli Hyksos fu però l’introduzione del carro da guerra e del cavallo che si riveleranno assai importanti durante le numerose battaglie combattute dagli egizi  

Il Nuovo Regno fu fondato dal Faraone Ahmose che diede inizio alla XVIII dinastia. Questo periodo si può suddividere ulteriormente in tre grandi sotto periodi storici e artistici:

-Thutmoside,XVIII dinastia

-Amarniana,XVIII dinastia

-Ramesside,XIX e XX dinastia

  

Nel Nuovo Regno vi è una continua diffusione di tempi costruiti secondo la struttura base del tempio egizio. Questo è preceduto di solito da un viale di accesso adornato da sfingi, da un massiccio pilone esterno che introduce alla corte colonnata dove è ammesso l’accesso ai fedeli; seguono la sala ipostilia e il vestibolo ammesso solo ai sacerdoti che celebravano i loro culti. Gli interni di questi tempi erano di solito impreziositi da geroglifici e pitture a rilievo. Notevoli  e innovativi sono i templi solari dedicati al dio Aton da parte del cosiddetto Faraone eretico Amenhotep  IV che poi cambiò il nome in Akenhaton.  Dopo questo anomalo periodo della cosiddetta “eresia amarniana” voluta dal Faraone più misterioso di tutto l’antico Egitto,ovvero Akhenaton,il suo successore Tutankhamon ,che era suo figlio, rispristinò i templi agli stili architettonici pre eretici. Non si può non menzionare il più grandioso e monumentale tempio di questo periodo, il famoso tempio di Abu Simbel voluto dal grande Faraone Ramses II, costituito da statue colossali che dovevano sia intimidire i vicini Nubiani che celebrare la vittoria nella battaglia di Quades. Tutta la statuaria di questo periodo si può definire monumentale pur con delle differenze dovute alle dinastie che si sono succedute nel tempo. Durante la XVIII dinastia per esempio le statue tornano ai possenti canoni idealizzati del Medio Regno per poi divenire più naturali e spontanee durante l’epoca amarniana che si spingeva fino alla rappresentazione dei difetti fisici così da rendere le statue meno rigide e ieratiche. Le statue nell’era ramesside invece perdono la severità e possenza ,pur rimanendo monumentali, e assumono un generale aspetto più dolce e rassicurante dato anche da la tipica espressione sorridente che si riscontra nell’immenso repertorio artistico del Grande Faraone Ramses II.  

Tempio di Abu Simbel

Nella pittura e nel rilievo vi sono grandi innovazioni stilistiche e creative infatti si sperimentano nuove tecniche, nuove tematiche e senz’altro nuovi canoni estetici; in questo periodo si raggiunge la perfetta padronanza del disegno e del colore fin nei minimi dettagli come mai prima di allora. Si perfeziona notevolmente anche l’arte della pittura dei sarcofagi di cui l’esempio più famoso e sontuoso è senz’altro il sarcofago in oro massiccio a 22 carati del Faraone Tutankhamon.

Sarcofago di Tutankhamon,110 Kg in oro massiccio

Dal Terzo Periodo Intermedio al Periodo Tardo.

L’ultimo sussulto dell’impero egizio parte dal Terzo Periodo Intermedio fino al Periodo Tardo, ma ormai il potere dei faraoni è sempre meno influente tanto che il regno si divide con la Nubia che si autoproclama indipendente e fonda una dinastia tutta sua che ha sede a Napata. Nel 730 a.C. una dinastia di sovrani provenienti dalla Nubia riuscirà ad unire e dominare l’Egitto fino alla conquista assira nel 672 a.C.  Nel Periodo Tardo parecchie dinastie a volte locali a volte straniere, si avvicendano al potere. L’impero viene sottomesso prima dai Persiani e in seguito dal macedone Alessandro Magno nel 343 a.C. Dopo la conquista macedone inizia il periodo tolemaico fondato da Tolomeo I uno dei più fidati generali di Alessandro Magno che si concluderà nel 31 a.C. con la sconfitta di Marco Antonio e Cleopatra ad Azio. Il Periodo Tardo non esprime straordinarie innovazioni artistiche sia in architettura che nella statuaria anche perché sono piuttosto scarse le testimonianze archeologiche al riguardo. Si possono menzionare i mammisi che erano delle piccole costruzioni nelle quali si celebrava il dio principale, mentre nella pittura si sviluppa un tipo di ritrattistica molto realista e veritiero che non disdegnava ritrarre i segni d’invecchiamento del soggetto ritratto.

Per concludere si può riassumere tutta l’arte dell’ antico Egitto come un tentativo estremo e a volte disperato di afferrare ed agguantare con tutte le forze l’eternità e la gloria cercando di sconfiggere la morte e l’inesorabile passare del tempo. Quando penso alla magnificenza delle piramidi, dei templi, alla strenua resistenza delle mummie che riposano in eterno della Valle dei Re e delle Regine,credo che in qualche modo loro ce l’abbiano fatta, sono davvero riusciti ad afferrare per sempre quell’eternità che tanto hanno desiderato! 

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